Un Abbraccio Senza Tempo

L’esperienza più bella che possa capitare ad una donna è la nascita di un figlio.

Anche la gravidanza più difficile è sopportata con forza e determinazione, perché la possibilità di stringere fra le braccia il proprio “cucciolo” dà una gioia infinita, che annienta ogni paura.

Ma a volte le cose non vanno come vorremmo.

Capita infatti, che dopo aver provato la gioia di un test di gravidanza positivo, ci si ritrovi a fare i conti con la dolorosa esperienza di una interruzione di gravidanza involontaria.

Ancor più doloroso forse, per una donna, è portare in grembo un figlio per nove mesi e, al momento del parto, non sentire battere il suo piccolo cuoricino.

Lo strazio di quella donna non si può nemmeno immaginare.

Abbracciare tuo figlio sapendo già che non diventerà mai grande…

Si percepisce una forte sensazione di fallimento, come mamma e come donna.

E poi, che fare? Come comportarsi con quel corpicino inanime?

Lo si vorrebbe onorare come qualsiasi altro defunto, perché per nove mesi lui ha vissuto, la mamma ha sentito battere il suo cuore, lo ha sentito muovere, scalciare, fare capriole: lo ha sentito vivere!

Forse non tutti sanno che, sia che si tratti di un aborto, sia che si tratti di un bimbo nato morto, è possibile seppellire nei cimiteri comunali il proprio “piccolo”, per continuare a prendersi cura di lui e poterlo accudire e coccolare, almeno con un fiore.

L’art. 6, comma 1 e 2, e l’art. 7, comma 1-4 del Regolamento di Polizia Mortuaria, approvato dal Presidente della Repubblica e pubblicato nella Gazz. Uff. del 12 ottobre 1990, n. 239, S.O., al Capo 1 dichiarano quanto segue:

 

art.6. 1. L’autorizzazione per la sepoltura nel cimitero è rilasciata, a norma dell’art. 141 del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello stato civile, dall’ufficiale dello stato civile.
2. La medesima autorizzazione è necessaria per la sepoltura nel cimitero di parti di cadavere ed ossa umane di cui all’art. 5.
art.7. 1. Per i nati morti, ferme restando le disposizioni dell’art. 74 del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello stato civile, si seguono le disposizioni stabilite dagli articoli precedenti.
2. Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all’ufficiale di stato civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall’unità sanitaria locale.
3. A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane.
4. Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall’espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento alla unità sanitaria locale accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto.

 

E’ importante saperlo! Perché ogni perdita va rispettata e onorata nel miglior modo possibile!

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