Se Succede a Casa

Perdere qualcuno che si è amato, è sempre un trauma.

Si resta così frastornati che quasi non ci si rende conto di ciò che è successo.

I primi momenti dopo un decesso, sono un susseguirsi di incombenze burocratiche, a volte difficili da gestire correttamente.

Negli ospedali o nelle case di cura, spesso sanno darci le prime indicazioni sui passi da seguire.

E se il decesso avviene in casa?

La prima telefonata da fare, in ogni caso, resta quella al medico curante.

Infatti, aldilà delle prime rassicurazioni e accertamenti che potrà fornirvi, il medico deve, per norma di legge (art. 103, sub. a  del testo unico delle leggi sanitarie), denunciare al sindaco la presunta causa della morte del suo assistito. 

Il Regolamento di Polizia Mortuaria, al Capo 1, negli art. 1-2-3-4 e relativi comma, si esprime proprio sulla denuncia della causa di morte e accertamento dei decessi:

 

Regolamento di polizia mortuaria
Capo I
Denuncia della causa di morte e accertamento dei decessi

1. 1. Ferme restando le disposizioni sulla dichiarazione e sull’avviso di morte da parte dei familiari e di chi per essi contenute nel titolo VII del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello stato civile, i medici, a norma dell’art. 103, sub a), del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 126 debbono per ogni caso di morte di persona da loro assistita denunciare al sindaco la malattia che, a loro giudizio, ne sarebbe stata la causa.
2. Nel caso di morte per malattia infettiva compresa nell’apposito elenco pubblicato dal Ministero della sanità, il comune deve darne informazione immediatamente all’unità sanitaria locale dove è avvenuto il decesso.
3. Nel caso di morte di persona cui siano somministrati nuclidi radioattivi la denuncia della causa di morte deve contenere le indicazioni previste dall’art. 100 del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185.
4. Nel caso di decesso senza assistenza medica la denuncia della presunta causa di morte è fatta dal medico necroscopo di cui all’art. 4.
5. L’obbligo della denuncia della causa di morte è fatto anche ai medici incaricati di eseguire autopsie disposte dall’autorità giudiziaria o per i riscontro diagnostico.
6. La denuncia della causa di morte, di cui ai commi precedenti, deve essere fatta entro 24 ore dall’accertamento del decesso su apposita scheda di morte stabilita dal Ministero della sanità, d’intesa con l’Istituto nazionale di statistica.
7. Copia della scheda di morte deve essere inviata, entro trenta giorni, dal comune ove è avvenuto il decesso alla unità sanitaria locale nel cui territorio detto comune è ricompreso. Qualora il deceduto fosse residente nel territorio di una unità sanitaria locale diversa da quella ove è avvenuto il decesso, quest’ultima deve inviare copia della scheda di morte alla unità sanitaria locale di residenza. Nel caso di comuni comprendenti più unità sanitarie locali, tali comunicazioni sono dirette a quella competente ai sensi del secondo periodo del comma 8.
8. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento ogni unità sanitaria locale deve istituire e tenere aggiornato un registro per ogni comune incluso nel suo territorio contenente l’elenco dei deceduti nell’anno e la relativa causa di morte. Nel caso di comuni comprendenti più unità sanitarie locali la regione, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento, dovrà individuare la unità sanitaria locale competente alla tenuta del registro in questione.
9. Le schede di morte hanno esclusivamente finalità sanitarie, epidemiologiche e statistiche.
2. 1. Per la denuncia della causa di morte nei casi previsti dal comma 5 dell’art. 1 si devono osservare, a seconda che si tratti di autopsia a scopo di riscontro diagnostico o di autopsia giudiziaria, le disposizioni contenute negli articoli 39 e 45.
3. 1. Fermo restando per i sanitari l’obbligo di cui all’art. 365 del codice penale, ove dalla scheda di morte risulti o sorga comunque il sospetto che la morte sia dovuta a reato, il sindaco deve darne immediata comunicazione alla autorità giudiziaria e a quella di pubblica sicurezza.
4. 1. Le funzioni di medico necroscopo di cui all’art. 141 del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238 sull’ordinamento dello stato civile, sono esercitate da un medico nominato dalla unità sanitaria locale competente.
2. Negli ospedali la funzione di medico necroscopo è svolta dal direttore sanitario o da un medico da lui delegato.
3. I medici necroscopi dipendono per tale attività dal coordinatore sanitario dell’unità sanitaria locale che ha provveduto alla loro nomina ed a lui riferiscono sull’espletamento del servizio, anche in relazione a quanto previsto dall’art. 365 del codice penale.
4. Il medico necroscopo ha il compito di accertare la morte, redigendo l’apposito certificato previsto dal citato art. 141.
5. La visita del medico necroscopo deve sempre essere effettuata non prima di 15 ore dal decesso, salvo i casi previsti dagli articoli 8, 9 e 10, e comunque non dopo le trenta ore.

 

Poiché le incombenze burocratiche da assolvere sono numerose, la seconda telefonata da fare è all’agenzia funebre che avete scelto: loro sapranno consigliarvi come muovervi o addirittura, le più preparate, svolgeranno per voi tutte le pratiche burocratiche.

Infatti, fra le prime cose da fare, dovreste chiamare il medico curante della persona deceduta che verrà per compilare e rilasciarvi il Modulo ISTAT che dovrete portare in comune, contattare la A.S.L. di competenza per la visita del medico necroscopo che verrà per accertare la morte rilasciando il relativo certificato (Constatazione di Decesso).

Ricordatevi che questa visita avverrà non prima di 8 ore e non dopo le 36 ore dal decesso;

entro 24 ore dal decesso dovrete presentare tutti i certificati in comune all’Ufficio di Stato Civile, denunciando così la morte del vostro caro e richiedendo il permesso alla sepoltura.

Vi verrà dato “l’estratto di morte” un certificato che serve a chiudere tutte le pratiche burocratiche del defunto.

In più, tenete presente che in tutti i casi in cui non sia possibile individuare la causa di morte, sia il medico curante che il medico necroscopo possono/devono richiedere l’autopsia o il riscontro diagnostico.

Un consiglio che può tornarvi utile: tenete a portata di mano alcuni documenti: carta d’identità e codice fiscale del defunto, carta d’identità e codice fiscale del parente che farà le dichiarazioni in comune e che si occuperà del funerale (poiché le pratiche da fare sono molte domandate diverse copie del certificato, almeno quattro o cinque).

Inoltre ricordatevi  che l’accertamento di morte fatto dal SUEM o dalla guardia medica non sostituisce quello del medico di base o curante, che deve quindi sempre venire chiamato affinché compili la Scheda ISTAT; questo modulo, che oltre alle generalità del de cuius (defunto) contiene anche le cause del decesso, dovrà essere portato in comune.

Purtroppo molti medici non lo hanno con sé affidandosi alla prassi consolidata che vuole che esso sia fornito dell’impresa di onoranze funebri che si occupa del funerale.

Proprio per questo spesso la prima telefonata da fare è proprio all’impresa.

–  Le imprese di onoranze funebri serie, assistono i loro clienti 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, non abbiate timore di contattarli in qualsiasi momento avvenga il decesso.

-Insieme all’impresa potrete inoltre decidere se allestire la camera mortuaria in casa o organizzare il trasporto presso l’obitorio cittadino.

Le imprese di pompe funebri sono organizzate per allestire la camera ardente, occupandosi di tutto ciò che riguarda questo delicato momento.

-Dopo aver presentato la denuncia di morte, insieme all’impresa di Onoranze Funebri scelta è possibile fissare la data, l’ora del funerale e del trasporto al Cimitero cittadino, si sceglierà anche la forma di sepoltura per la persona deceduta.

In questo momento delicato e di sofferenza si consiglia di farsi aiutare da persone meno coinvolte psicologicamente.

Dopodiché non ci resta che elaborare il nostro lutto!

 

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